La piramide di micerno

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Nipote di Cheope e legittimo successore di Chefren, Micerino è il titolare della più piccola Piramide costruita al margine meridionale della piana di Giza. Di lui non si hanno notizie precise se non quelle tramandate da racconti popolari e descritti da Erodoto più di duemila anni dopo.

Si ritiene che le ridotte dimensioni di questa Piramide siano il segno dell’ iniziale declino della monarchia, che circa due secoli dopo portò alla caduta del Regno Antico. Che le cose stavano cambiando si desume da una leggenda in cui si allude in termini mitologici al contrasto, mai risolto definitivamente, tra il potere dei faraoni e quello della sempre più invadente casta dei sacerdoti.

Erodoto racconta che gli dei condannarono gli Egiziani a centocinquantanni di patimenti perché trascuravano le opere religiose a loro dedicate. Quando il mite e pacifico Micerino salì al trono impedì che si compisse la divina punizione; dapprima abrogò le misure restrittive emanate da Cheope e da Chefren, poi riaprì i templi e restaurò i luoghi del culto da molto tempo abbandonati ed infine limitò le fatiche del suo popolo riducendo le dimensioni della sua tomba.

“Fai bene e pensaci, fai male e scordalo.” Il buon governo del nuovo sovrano suscitò l’ira degli dei che attraverso gli oracoli fecero sapere che la disubbidienza al volere divino era un peccato sacrilego, e per questa offesa imperdonabile Micerino regnerà ancora sei anni. Il re non accettò la profetica sentenza e pretese di raddop-piare il tempo a lui concesso restando sveglio anche la notte.

La leggenda non accresce certamente le nostre conoscenze, ma se diamo credito a ciò che si desume di simboli astronomimici abbiamo la conferma delle poche notizie riguardanti questo sovrano.

 

DATA DELL’INCORONAZIONE DI MICERINO

Secondo le liste dei faraoni Egiziani, Chefren regnò circa 25 anni, per cui l’ incoronazione di Micerino avvenne nel 2540 a.C., corrispondente all’anno 1701 dell’era egiziana. Tale data espressa in cubiti ha stabilito le dimensioni della Piramide

Dimensione dell’ altezza:
Micerino: 1701 anni dell’era egiziana;
α al solstizio di estate = 27°,98337 ( vedi pag 70);
Raggio OS della circonferenza di 1701 cubiti 1701/2 x 3,1428.= 270,613 cubiti.
Segmento AO = 270,613 x sen α = 126,98 cubiti
126,98 cubiti = mt. 66,47 corrispondenti all’altezza della tomba di Macerino indicata da Maragioglio e Rinaldi pari a 66,40 metri

Dimensione della base:
E’ stabilita nella stessa maniera dal quadrato avente il perimetro di 1701 cubiti,
Lato MN di detto quadrato: 1701/4 = 425,25 cubiti.
Raggio OS del cerchio inscritto: 425,25 cubiti/2 = 212,625 cubiti.
Indicato con S - S’ i punti in cui il sole sorgeva all’alba dei solstizi, calcoliamo la lunghezza del segmento AB:
AB = 2 x OS sen α = 2 x 212,625 x 0,46922 = 199,54 cubiti = 104,45 metri.

Tale misura corrisponde, con una differenza di solo quattordici centimetri, a quella dei lati della base indicati da Maragioglio - Rinaldi pari a 104,60 metri.

 

Il lato AB della base individuato dai raggi del sole all’alba dei solstizi

Secondo un’antichissima credenza egiziana le immagini, i segni e le parole scritte o pronunciate avevano il magico potere di estrinsecare l’energia di ciò che rappre-sentavano; così l’ idea del sorgere del dio Sole introdotta nelle tombe proteggeva il sonno eterno di Snefru, Cheope, Chefren e Micerino non con minacciosi anatemi, come avvenne successivamente, bensì attraverso una simbolica presenza che neanche il ladro più scaltro avrebbe potuto dissacrare. L’ipotesi lascia immaginare che la Grande Piramide non fu saccheggiata durante la caduta dell’Antico Regno poiché, come ben sapevano gli infidi sacerdoti che avevano il compito di custodirla, non ha mai contenuto segreti tesori.

Sarebbe interessante estendere l’indagine ai templi solari edificati dai sovrani della V dinastia, ma poiché lo stato rovinoso dei siti archeologici non consente di risalire con la necessaria precisione alle loro dimensioni originali, preferisco trattare un altro argomento che potrebbe interessare anche coloro che non credono nelle Sacre Scritture.