La misura del tempo

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Agli albori della civiltà l’Uomo misurava il tempo riferendo gli eventi alle fasi della luna, ma con l’evolversi dei rapporti sociali il sistema si dimostrò inadeguato. Infatti, l’anno formato da dodici lunazioni (354,367 giorni) anticipa di undici giorni circa il ciclo solare, per cui dopo tre anni le scadenze stagionali si discostavano dalle date civili di circa un mese. Per adeguare il calendario ai ritmi della natura i babilonesi intercalavano periodicamente una lunazione suppletiva (29 giorni circa). L’aggiunta ogni tre anni del tredicesimo mese avveniva per decreto reale, come quello emanato da Hammurabi nel 1700 a.C.circa. Mille anni prima gli astronomi egiziani constatarono un fenomeno astronomico chiamato “levata eliaca” per il quale il sole sorgeva all’orizzonte ora insieme ad una stella e successivamente con un’altra; dopo 365 giorni tornava a sorgere contemporaneamente alla costellazione iniziale. In sostanza scoprirono la durata del ciclo solare. L’anno era formato da 360 giorni ai quali venivano aggiunti cinque, chiamati dai Greci giorni epagomeni, in cui secondo la mitologia Geb e Nut concepirono Iside Osiride e i loro fratelli. Le stagioni, chiamate “Inondazione, Semina e Raccolto,” erano di 120 giorni, divisi in 4 mesi di trenta giorni ciascuno.

Poiché alla latitudine del Delta la piena del Nilo si verificava in prossimità del solstizio d’estate e della levata eliaca della stella Sirio, i sacerdoti elaiopolitani stabilirono la data del capodanno civile in coincidenza del il giorno in cui il fenomeno si verificava all’orizzonte della loro città ( 19 luglio secondo il calendario giuliano, ossia 15 giugno del nostro calendario).

 

IL CICLO SOTIACO

Con il trascorrere del tempo non soltanto gli astronomi si accorsero che qualcosa non andava come avevano previsto. L’anno solare, infatti, non è formato da 365 giorni precisi, ma occorrono altre sei ore affinché il sole completi il suo percorso sull’eclittica; in altre parole il capodanno egiziano anticipava la levata eliaca di Sirio di un giorno ogni quattro anni (6 ore x 4 = un giorno). Questa lieve differenza accumulata nei secoli fu la causa di curiose anomalie, così descritte in un papiro di epoca ramesside:

“ Non sappiamo cosa sta succedendo in Egitto: l’inverno è giunto in estate, i mesi sono a rovescio e le ore sono in grande confusione”. ( Alan Gardiner)”

Gemino da Rodi, astronomo Greco del primo secolo a.C., sosteneva che le imprecisioni del calendario erano volutamente mantenute, perché i sacerdoti non vole-vano che i sacrifici agli dei avvenissero sempre nello stesso giorno dell’anno, ma per loro era cosa migliore che transitassero per tutte le stagioni, in modo che la festa d’estate fosse con il tempo la festa di autunno e quella d’inverno avvenisse in primavera.”

 

Poiché ogni quattro anni il capodanno anticipava di un giorno, occorrevano 365 volte 4 anni, cioè 1460 anni vaghi, affinché tornasse a coincidere con la levata eliaca di Sirio. Questo periodo, chiamato dai Greci “ il Grande anno di Sotis,” ha indotto gli esperti ad individuare quando si è verificata la coincidenza. Sappiamo da Tolomeo e da altre fonti che questa avvenne nel 139 d.C. Retrocedendo quindi per periodi di 1460 anni è facile risalire alla data iniziale dei cicli sotiaci precedenti. E cioè: 1321 a.C., 2781 a.C., 4241 a.C.

 

LA PRESUMIBILE ERA EGIZIANA

L’adozione del calendario comporta la scelta di un’ avvenimento memorabile dal quale ha inizio il computo degli anni. A Roma si diceva “ Ab Urbe condita,” la nostra era è segnata dalla nascita di Cristo, mentre quella del popolo ebraico inizia dalla data della biblica creazione del mondo (3761 a.C).

Gli Egiziani, datavano gli avvenimenti in modo del tutto originale, vale a dire dall’inizio del regno del faraone vivente; in pratica dicevano: “ il 7° anno di Cheope, il 5° giorno del 1° mese il Nilo è straripato.”. Tale usanza ed il fatto che le liste reali in nostro possesso indicano solo il nome dei faraoni e la durata dei rispettivi regni, ha impedito di stabilire una cronologia assoluta (ossia riferita ad un evento iniziale) fino a quando sono state considerate le date di tre levate eliache di Sirio, che hanno consentito di stabilire l’epoca in cui regnarono Sesostri III, Amenophis I e Tumosis III. Ma poiché nessun documento precedente indica quando avvenne una levata eliaca non siamo in grado di stabilire con sufficiente precisione la cronologia dinastica dell’ Antico Regno.

Tuttavia, se che durante la IV dinastia i sacerdoti adottavano un sistema di datazione progressiva, ossia computavano il tempo dall’ anno 4241 a.C., è possibile desumere dalle dimensioni delle Piramidi menfite le date delle incoronazioni di Snefru, Cheope, Chefren e Micerino sorprendentemente coincidenti con le ipotesi accettate dagli storici moderni.