La grande piramide di Cheope

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A volte “ il Caso ’’ si diverte con i personaggi famosi. L’ unica immagine di Cheope  giunta fino a noi è una statuetta d’avorio, non più alta di otto centimetri, conservata in una polverosa vetrina del Museo Archeologico del Cairo. Potrebbe sembrare il re bianco di una perduta partita a scacchi se un’iscrizione alla base del trono non dicesse che quel misero omino è stato l’artefice della Settima Meraviglia del Mondo.

Le Piramidi della piana di Giza incutono soggezione anche al più disincantato turista in attesa di partire per le spiagge del Mar Rosso. Di giorno sono montagne di luce in un metafisico sce-nario geometrico; al chiarore della splendida luna africana sembrano ombre tenebrose che custodiscono il sonno eterno dei faraoni. Il volto della Sfinge proiettato al centro della tomba di Chefren è quello di un dio severo dagli occhi di pietra che guarda oltre i confini del mondo, incurante di noi miseri com-uni mortali. Lontane, nel miraggio del deserto infuocato, le Piramidi di Dahshur e di Saqqara sfidano da millenni le ingiurie del tempo.

La Grande Piramide fu costruita nella zona nord e meno prestigiosa della piana, tanto è vero che la vicina Piramide di Chefren, pur avendo un’altezza minore sembra, per un effetto ottico, la più alta di tutto il complesso. La Grande Piramide di Cheope in origine si presentava come un volume geometrico perfetto rivestito con lastre di marmo bianco levigate che riflettevano la luce del sole dall’alba al tramonto. L’ingresso, a quota 17,44 mt. della parete settentrionale, immette in un angusto cunicolo in discesa lungo 105,45 mt. e giunge nella cosiddetta sala sotterranea ubicata alla profondità di 30,07 mt. dal suolo. Il cunicolo ascendente, lungo circa 39 mt,. si divide in due percorsi: il primo conduce nella sala Regina posta sotto il vertice della Piramide, l’altro coincide con l’inizio della Grande Galleria dalla quale si accede nel piccolo vestibolo che precede la sala del Re, nella quale fu deposta, in un sarcofago di granito privo del coperchio, la mummia di Cheope.

Nessun altro monumento egiziano è stato misurato con tanta cura e così frequentemente come la Piramide di Cheope. Ciò è dovuto alla difficoltà di stabilire le dimensioni originali, poiché gran parte del rivestimento esterno fu smantellato nel XIV secolo per costruire i palazzi dell’antica città del Cairo. Tuttavia i numerosi rilievi eseguiti con tecniche moderne, pur variando per non più di una ventina di centimetri, convergono nelle misure stabilite nel 1925 da J.H. Cole funzionario del Survey Department del Governo Egiziano, riportate nella relazione e negli elaborati tecnici di Maragioglio e Rinaldi, alle quali mi sono scrupolosamente attenuto.

- Lato del quadrato di base:                        metri      230,34 = 440       cubiti

- Altezza originale:                                        ’’          146,59 = 280          ’’

- Altezza della piattaforma terminale.               ’’          137,14 = 261,197 cubiti

- Altezza mancante (secondo S. Edwards):      ’’               9,45

- Angolo di inclinazione dei prospetti : 51° 50’ 43’’.

- La base è ruotata di 0° 0,3’ 06’’ rispetto al nord teorico.

 

La Grande Piramide di Cheope,  esprime attraverso il linguaggio della geometria e dei raggi del sole all’alba dei solstizi:

1 ) Il simbolo dei faraoni: quadratura del cerchio;

2 ) La data dell’ incoronazione di Cheope;

3 ) Le date di fondazione dei due Regni e quelle delle prime quattro dinastie;

4 ) La durata del millenario ciclo della stella Sirio.

 

1) IL SIMBOLO DEI FARAONI - Quadratura del cerchio.

Il primo sospetto che la tomba di Cheope nascondesse un segreto risale a quando nel 1859 un certo John Taylor fece per caso una strana scoperta che a suo tempo suscitò grande scalpore:

Il perimetro del quadrato di fondazione della Grande Piramide coincide con la della circonferenza che ha per raggio l’altezza.

In altri termini le sue proporzioni scaturiscono dalla relazione geometrica chiamata “Quadratura del cerchio.” Forse è opportuno ricordare di che si tratta.

La geometria insegna come costruire con riga e compasso figure tra loro equivalenti. Il problema non ammette soluzioni quando abbiamo a che fare con il cerchio, poiché si deve presumere che si sappia calcolare la circonferenza la cui lunghezza dipende esclusivamente dalle dimensioni del diametro. Quale rapporto intercorre tra queste due grandezze? Il quesito non è semplice come sembra; infatti, un filo avvolto intorno ad una ruota indica che la circonferenza è lunga più di tre comunque meno di quattro volte il diametro. Nel III secolo a.C. Archimede dimostrò che tale rapporto chiamato π è compreso tra 3+10/70 e 3+10/71, ma è impossibile definirlo esattamente in quanto le due dimensioni sono tra loro incommensurabili. Ebbene, le proporzioni della Grande Piramide stabiliscono che il π dei sacerdoti di Cheope corrispondeva esattamente a 3+10/70 = 3,1428...., vale a dire ad un valore assai prossimo a quello attualmente noto, pari a 3,14159…

Le recenti misurazioni del monumento confermano tale risultato, accolto con imbarazzo dagli storici della Scienza poiché, il  problema della quadratura del cerchio risale, come si desume dal papiro di Rind,  a mille anni dopo la costruzione della Piramide. Se le cose stanno in questo modo, come furono stabilite le sue proporzioni?

La risposta più convincente è stata avanzata dall’ ingegnere T.E. Conlley secondo il quale i matematici Egiziani introdussero nella tomba valore di π senza avere la più pallida idea di ciò esso rappresenta.

supponiamo di tracciare il perimetro del quadrato unitario mediante la rotazione di una ruota di raggio = 1; in tal caso la lunghezza di ciascun lato corrisponde a quella della circonferenza unitaria rettificata. Se a questo punto assumiamo l’altezza della Piramide pari al numero delle rotazioni effettuate, si ottengono le esatte proporzioni della tomba di Cheope:

 

 - Perimetro di base: 4 x 2 π; 

- circonferenza di raggio l’altezza: h x 2 π = 4 x 2 π.

- Lato di base della Grande Piramide:

- mt. 234,34 = 440 cubiti; altezza: 146,59 mt. = 280 cubiti reali.


Ricordando il significato simbolico delle due figure coinvolte, si ha:

Come il quadrato coincide con il cerchio, così la forma che ne deriva identifica la natura umana con quella divina dei sovrani Egiziani.

La tomba fu posta sotto la tutela dalla terna ossiriaca protettrice dai faraoni. Infatti, il lato della Piramide, lungo 440 cubiti reali corrisponde esattamente a 7 rotazioni del cerchio di raggio = 10 cubiti, ossia coincide con la somma dei cateti 3 + 4 del triangolo sacro descritto da Plutarco (i simboli). Pertanto, il perimetro della base è formato dall’unione alternata dei simboli della dea Iside (4 rotazioni) e del dio Osiride (3 rotazioni) e l’interno da quello del dio Horus (5 rotazioni) con il quale Cheope si immedesimò quando venne incoronato re degli Egiziani.

Il nucleo centrale esprime la stessa allegoria poiché il suo lato, formato da una rotazione, acquisisce attraverso una rotazione il significato insito nel cerchio.



Per gli Egiziani il sette era un numero sacro sia perché rappresentava l’unione di Iside ed Osiride (3+4), sia perché il multiplo 28 stabiliva le unità di misura del tempo e dello spazio. Infatti, la luna compie un’orbita intorno alla terra in 28 giorni circa, e la somma 1+2+3+4+5+6+7 = 28 corrispondeva alla lunghezza cubito reale formato da 28 pollici.

 

2 ) DATA DELL’ INCORONAZIONE DI CHEOPE (2596 a.C.)

La fine dei lavori di una Piramide celebrava il compimento di ciò gli dei avevano chiesto al faraone. L’ultima pietra era formata da un prisma di granito nero, oppure veniva rivestita con lamine d’oro riflettenti i raggi del sole. Sia nel uno che nell’altro caso una linea ben definita separava la costruzione dal vertice.

 Vertice luminoso della Grande Piramide   Piattaforma terminale a quota 137,14 metri

 

La vicinanza della tomba di Cheope al tempio di Eliopoli ed il fatto che termina con una piattaforma quadrata a quota 137,14 mt,  fanno pensare al tumulo di terra dal quale in origine il dio Creatore emerse dalle acque del Caos primordiale.  Afferma una formula del Libro delle Piramidi: Atun ! Tu sorgesti come la pietra nera nel tempio di Eliopoli. George Gunon ritiene che il vertice mancante fu demolito dai visitatori che nel passato si divertivano a far precipitare le pietre più alte lungo le pareti sottostanti. L’ipotesi é più che credibile poiché i soliti idioti di ogni tempo e Paese non perdono l’occasione per lasciare un segno tangibile della loro idiozia. Se nessuno può dire con certezza come sono andate realmente le cose, è facile verificare che la circonferenza di raggio pari all’altezza della piattaforma indica in cubiti la data dell’investitura di Cheope.

Secondo il regio papiro di Torino, Snefru regnò 24 anni per cui, stando alla crono-logia dinastica del Gardiner, suo figlio Cheope salì al trono nel 2596 a.C. Ciò premesso e adottando il valore di π = 3,142857 desunto dalle proporzioni della Piramide, si ha:

  • Altezza della piattaforma: mt 137,14 = 261,967 cubiti;
  • Circonferenza: 261,967 cubiti x 2 x 3,142857 = 1646,62 cubiti.

L’anno 1646,62 dell’era egiziana coincide con il 2594,38 a.C., ossia differisce di un anno e otto mesi dalla data sopra indicata.

3)DATA DI FONDAZIONE DELLA V DINASTIA: 2480 a.C. circa

Abbiamo ora a che fare con una coincidenza non facilmente spiegabile. Secondo Alan Gardiner la fondazione della V dinastia risale al 2480 a.C.circa. Questa data si desume, con la differenza di un solo anno, dalla circonferenza di raggio l’altezza totale della Piramide.

   - Altezza totale: 146,59 mt = 280 cubiti;

   - Circonferenza: 280 x 2 x 3,1428..= 1760 cubiti.

Come risulta dal grafico, l’anno 1760 dell’era egiziana corrisponde al 2481 a.C., ossia coincide con data della fondazione della V dinastia.

Com’è possibile che la data in cui si estinse la IV dinastia fu prevista con un anticipo di oltre un secolo? Secondo un racconto, tramandato dal papiro di Westcar, Cheope ricevette da un famoso veggente una profezia secondo la quale dall’ unione del dio Sole con la moglie di un sacerdote eliopolitano sarebbe nato il fondatore di una nuova discendenza. La leggenda, ha un fondamento storico in quanto con la V dinastia i sovrani furono chiamati “figli di Ra.”

E’ dunque presumibile che l’architetto della Piramide si sia riferito ad una simile profezia per stabilire l’altezza teorica della Grande Piramide, ma volendo soprattutto indicare la data dell’investitura di Cheope, lasciò un segno evidente quando la costruzione raggiunse la piattaforma a quota 137,14 metri. Alla scadenza del tempo stabilito i sacerdoti alterarono gli annali di Stato al fine di rendere veri-tiero ciò che l’oracolo aveva profetato 114 anni prima. In tal caso è sorprendete la coerenza dei simboli rintracciati: infatti il cerchio di raggio pari all’altezza della piattaforma terminale rappresentava il tempo che ha preceduto il regno di Cheope consolidato dagli eventi realmente accaduti, mentre quello avente il centro nel vertice mancante (raggio mt. 9,45) era l’immagine del futuro della IV dinastia.



Il cerchio grande indica la  data dell’incoronazione di Cheope, il cerchio di raggio la  parte mancante della Piramide indica la  fondazione della V dinastia

Riepilogo:

  Date indicate da A. Gardiner Date desunte dalla Grande Piramide
 Incoronazione di Cheope: 2596 a.C.  2594 a.C.
 Fondazione della V dinastia:
 2480 a.C. 2481 a.C.


Il fatto che tali date coincidono sostanzialmente rende credibile l’ipotesi che i sacerdoti di  Snefru e di suo figlio Cheope e, come vedremo, dei loro successori registravano gli eventi dinastici dall’anno 4241 a.C., ossia dal inizio del ciclo sotiaco che ha preceduto la fondazione della Nazione.