L’Esodo degli Ebrei

Attention: open in a new window. Print

La rintracciata cronologia dell’Antico Regno presume l’esistenza di un’era egiziana che purtroppo non è testimoniata dagli antichi documenti. Il dubbio che si tratti di un’ ipo-tesi che non ha nulla a che fare con le usanze dei sacerdoti del Nilo, mi ha portato a considerare un fatto accaduto in Egitto presumibilmente al tempo di Ramses II. Mi riferisco all’ Esodo dei Figli d’Israele dalla Terra dei faraoni, ossia all’evento biblico più importante dopo la Creazione del Mondo.

Dice Mosé ai suoi seguaci la sera prima della loro liberazione:

“Ricordatevi di questo giorno in cui uscite dall’Egitto. Questo giorno sarà per voi memorabile. Voi lo celebrerete come festa solenne del Signore e per tutte le generazioni voi lo festeggerete come legge perpetua” (Es. 12/14)

Se l’Esodo segna l’inizio della Storia d’Israele, allora Bibbia dovrebbe indicare con preci-sione la data in cui avvenne che, qualora fosse stata riferita alla ipotizzata era egiziana, avremmo la conferma di quanto vado dicendo. E’ opportuno usare il condizionale perché non sappiamo se si tratta di un avvenimento storico realmente accaduto. Infatti, basti dire che il testo biblico è stato redatto molti secoli dopo i fatti narrati.

Alcuni ritengono che sia una leggenda tendente a mitizzare le origini del Popolo Eletto. “ Com’ è possibile - dicono costoro - che i documenti egiziani abbiano ignorato un fatto così straordinario, per di più preceduto da catastrofi nazionali? E’ credibile una storia riportata da un’ unica fonte che non solo si contraddice, ma non indica neppure i nomi dei faraoni coinvolti ? ” Se l’Esodo è per gli Ebrei ciò che per i Cristiani è la Resur-rezione di Cristo, si può bene immaginare come i credenti nelle Sacre Scritture hanno reagito a simili insinuazioni, che mettono in dubbio la “Parola di Dio” e fanno di Mosè una figura mitologica. Da più di un secolo gli esperti cercano motivi in grado di confer-mare il racconto e, dopo laboriose indagini e disquisizioni sul significato originale delle parole del testo biblico, sono giunti alla seguente conclusione:

Il fatto che non sono state trovate prove certe non vuol dire che l’Esodo non sia avvenuto; al contrario le circostanze che lo hanno determinato sono confermate da notizie extra-bibliche accertate e dagli scavi archeologici effettuati nella regione indicata dalle Sacre Scritture.

Riassumiamo brevemente le ragioni sulle quali si basa questa affermazione:

1)I faraoni non gradivano affatto tramandare ai posteri le sconfitte da loro subite, specialmente se inflitte da gente miserevole com'erano i Figli d'Isdrale. Inoltre la loro liberazione, enfatizzata dalla Bibbia con immagini spettacolari, fu probabilmente consi-derata dagli Egiziani come un avvenimento di scarso rilievo, ed il miracolo del Mare Rosso come un banale incidente di frontiera. Si potrebbe così spiegare perché l’evento più importante dell’Antico Testamento sia stato ignorato dalle cronache egiziane. L’ipotesi è ancor più credibile se si pensa che gli storici dell’imperatore Tiberio non hanno neanche accennato alla resurrezione di Cristo.

2)Si ritiene che la storia di Giuseppe e dei suoi fratelli sia avvenuta tra il 1730 ed il 1570 a.C., quando il Delta del Nilo fu governato da sovrani Hycksos, vale a dire nel periodo in cui alcune tribù semite provenienti dalla Siria e dalla Palestina entrarono in Egitto, attratte dai pascoli rigogliosi della regione di Gessen.
Verso il 1570 a.C. i principi tebani si ribellarono contro gli odiati invasori e li respinsero oltre la penisola del Sinai. E’ probabile che in tale occasione i Figli d’Israele favorirono i nemici degli Egiziani, che in memoria del loro tradimento li condannarono ai lavori più umilianti e faticosi. La regione di Gessen apparteneva al distretto di Avaris, capitale degli Hycksos, successivamente chiamata Ramesse, dalla quale fuggirono gli Ebrei di Mosé

3)Stando al Primo Libro dei Re (6/1) l’ Esodo sarebbe avvenuto nel 1446 a.C. Questa notizia non è attendibile perché la città di Ramesse fu edificata due secoli dopo dal faraone Ramses II (1290 - 1224 a.C.).

4)La data dell’Esodo ritenuta più probabile fa riferimento alla cosiddetta Stele della Vittoria in cui per la prima volta un documento egiziano si riferisce al Popolo Eletto. Essa celebra il faraone Mereptha (1224 - 1204 a.C.), successore di Ramses II, che nel quinto anno del suo regno sottomise alcune città palestinesi:

“E’ stata saccheggiata la terra di Canaan; Ascalona è caduta, Gezer conquistata, Jenoam incendiata. Israele, per la grande distruzione subita, non avrà mai più generazioni.

Se nel 1220 a.C. gli Ebrei di Mosè non si erano ancora insediati in una città della Palestina, e considerato che per circa quarant’anni vagarono tra le montagne del Sinai alla ricerca della Terra Promessa, si può presumere che la loro fuga dall’ Egitto sia avvenuta nel periodo compreso tra il 1220 e 1250 a.C. vale a dire durante gli ultimi anni del regno di Ramses II.

 

L’ARCA DELL’ALLEANZA

Anche se alcuni storici non sono d’accordo, la tradizione vuole che il massiccio roccioso che sovrasta il monastero di santa Caterina sia il luogo in cui il Signore parlava al Profeta. Sulla vetta più alta del Sinai, mentre gli Ebrei gozzovigliavano nei loro accampamenti e adoravano con danze sacrileghe il Vitello d’Oro di egiziana memoria, Iddio disse a Mosè:

“ Farai dunque costruire un’Arca di legno di acacia, lunga due cubiti e mezzo, alta e larga un cubito e mezzo, la rivestirai d’oro puro dentro e fuori.... In essa conterrai la Testimonianza che Io ti darò.” ( Es. 25/10)

Fin dall’inizio l’Arca dell’Alleanza fu considerata il trono dal quale Dio parlava al Profeta e guidava il suo popolo alla conquista della Terra Promessa. Più volte la Bibbia descrive la misteriosa energia che da essa si sprigionava: Giosué la fece trasportare dai sacerdoti all’assedio di Gerico e dopo sette giorni le mura della città crollarono al settimo squillo di tromba. I filistei la catturarono in battaglia ed issata nel loro tempio per celebrare la vittoria, si sgretolarono le statue dei loro idoli. Con il tempo l’Arca divenne il simbolo della Nazione: David la volle a Gerusalemme, dove suo figlio Salomone fece costruire la Casa del Signore e la depose nel luogo più sacro dove il sommo sacerdote poteva contemplarla solamente una volta all’anno. Le sue tracce si perdono quando Nabucodonossor, re di Babilonia, conquistò la città nel 587 a.C. e il profeta Geremia la nascose in un luogo segreto solo da lui conosciuto (II Mac. 2/4 )

 

DATA DELL’ ESODO

Ho ricordato i principali motivi che fanno del racconto un fatto realmente avvenuto perché applicando alle dimensioni dell’Arca il medesimo criterio adottato dai sacerdoti di Cheope è possibile risalire alla data dell’ Esodo, coincidente con quella accettata dagli storici più accreditati dell’Antico Testamento. Non si tratta di un’ipotesi basata su coincidenze numeriche poiché la stessa data è indicata allo stesso modo dalle dimensioni del Tempio di re Salomone. Prima di illustrare come sono giunto a tale risultato si rende necessario annotare quanto segue:

a) Il simbolo attribuisce ad un pollice egiziano il periodo di dieci anni; pertanto è opportuno, ma non indispensabile, decuplicare le sue dimensioni dell’Arca affinché la data dell’ avvenimento sia espressa in anni  anziché  in decenni.

b) .Nei seguenti conteggi ho adottato il valore di π desunto dal papiro di Rindh perché il documento risale ad un’epoca più vicina ai fatti narrati dalla Bibbia. 

Risaliamo agli ultimi anni del regno di Ramses II, supponiamo al 1232 a.C. e, alla latitudine di Ramesse, città dalla quale fuggirono gli Ebrei, tracciamo il cerchio individuato dalle misure dell’Arca

α al tempo di Mosé : 28°,0724869
Altezza dell’Arca: SA = 15 cubiti
Raggio OS = 15/cos α = 17 cubiti.
Valore di π desunto dal papiro di Rindh = 3,16049
Circonf. di raggio OS: 17 x 2 π = 107,456 cubiti. Poiché un cubito era formato da 28 pollici, si ha:
107,456 cubiti x 28 = 3008,78 pollici.
L’anno 3008,78 dell’era egiziana corrisponde al 1232,22 a.C .

Infatti:

In pratica, come furono stabilite le dimensioni del simulacro?
Supponiamo che alla latitudine della città di Ramesse Mosè abbia disegnato la circonferenza indicante in pollici la data dell’ Esodo (anno 3008,78 dell’era egiziana). In tal caso all’alba del solstizio d’estate l’ombra dell’asta a filo a piombo, passante per il punto S e per il centro del cerchio, individuava le dimensioni dei lati SA ed AB del prospetto laterale dell’Arca. L’unica operazione effettuata fu quella di tracciare dal punto S la parallela e la perpendicolare al diametro. Se questo è ciò che avvenne realmente, allora Mosé avrebbe adottato lo stesso sistema con cui sacerdoti egiziani indicarono la data dell’incoronazione di Cheope

 

IL TEMPIO DI GERUSALEMME

 Il regno di Salomone è descritto dalle Sacre Scritture come un periodo d’incomparabile sviluppo culturale, mai immaginato prima, mai più raggiunto dopo.  La leggenda si impadronì della sua fama facendone il padre della magia:  si racconta che con un sigillo, formato da un nodo di forma geometrica, condizionava gli eventi a suo piacimento e che possedeva una coppa preziosa con la quale prevedeva il futuro come fosse riflesso in uno specchio.

 

Nodo di Salomone Interpretazione della magica coppa: Egitto X sec.
Nodo di Salomone
Interpretazione della magica coppa: Egitto X sec.

La ‘‘Casa del Signore,” (1° Libro dei Re 6/1) aveva la forma di un rettangolo il cui lato minore era esposto a levante. Salita una scalinata si giungeva nel vestibolo dal quale si entrava in una sala decorata con bassorilievi d’oro raffiguranti ghirlande di fiori. Sul fondo cinque gradini conducevano nel Sancta Sanctorum dove al centro, tra due cherubini d’oro, fu deposta l’Arca dell’Alleanza. L’ambiente aveva la forma di un SANCTA SANTORUM DEL TEMPIOcubo di lato 20 cubiti le cui pareti, rivestite interamente con lamine d’oro, riflettevano il bagliore delle candele. Norman Lokyers, pioniere della moderna archeoastronomia, sosteneva che all’alba dell’equinozio di primavera, mentre il sommo sacerdote contemplava l’Arca le sue vesti tem-pestate di gioielli riflettevano i raggi del sole con i colori dell’arcobaleno. Per i Figli d’ Israele questo era il segno della presenza di Dio nel tempio.
La conferma della data del Esodo indicata dall’Arca si desume dalle dimensioni di questo luogo.
Nel Primo Libro dei Re (6/37) troviamo scritto:
“Il quarto anno del regno di Salomone furono poste le fonda-zioni della Casa del Signore.”

E’ stato accertato che il figlio di Davide salì al trono nel 970 a.C., pertanto la costruzione del tempio iniziò nel 966 a.C. vale a dire 266,22 anni dopo l’ Esodo ( 1232, 22 a.C.- 966 anni = 266,22 anni).
Ciò premesso e tracciati sul cerchio di raggio 10 cubiti inscritto nel Sancta Santorum i punti SS’ in cui il sole sorgeva all’alba dei solstizi sull’orizzonte di Gerusalemme, il segmento AB individuato dall’angolo α indicava in pollici il periodo di 266 anni che intercorre tra la data Esodo e la fondazione del tempio.

Angolo α al tempo di Salomone: 28°,3510938 (vedi pag. 70);
AB = 2 x 10 cubiti x sen α = 9,497 cubiti. Poiché un cubito egiziano era formato da 28 pollici si ha: AB = 9,497 cubiti x 28 pollici = 265,92 pollici = 266 anni

 

 

L’ALLEANZA  CON   DIO

 L’Esodo si concluse sull’altopiano del Sinai, quando il Signore consegnò a Mosè le Tavole dei Dieci Comandamenti. In uno scenario apocalittico stravolto dai fulmini che squarciavano le tenebre, una voce solenne così disse al Profeta ( Es. 19/3 ):
Voi stessi avete veduto quanto ho fatto agli Egiziani e come sulle ali di aquila vi ho condotto a me! Or dunque, se voi ascolterete la mia voce ed osserverete il mio patto, voi sarete mia proprietà speciale tra tutti i popoli della Terra. Mosè chiamò gli anziani e disse loro ciò che il Signore aveva comandato; allora il popolo intero rispose: Noi faremo tutto ciò che Dio ha detto.”

L’Alleanza con Dio è un avvenimento talmente straordinario da sconvolgere la mente del credente nelle Sacre Scritture; si potrebbe dire che segna il confine che divide il pensiero razionale da chi possiede il dono della fede. Com’è possibile che il Dio severo dell’Antico Testamento sia “sceso a patti” con un popolo di ingrati peccatori?
La risposta è scritta con estrema chiarezza nel Libro della Sapienza (9, 13/18):
Chi può sapere cosa passa per la mente del Signore? I nostri ragionamenti sono timidi ed incerte sono le nostre riflessioni, perché una tenda d’argilla grava la nostra mente dai molti pensieri. A stento comprendiamo le cose terrestri, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi può capire le cose del cielo?

Se “il patto” stipulato con i Figli d’Israele segna “ L’Unione tra il Sacro ed il Profano” e se la parola “Unione ” traduce il concetto di “Alleanza” allora si spiega perché le dimensioni dell’Arca scaturirono dalla formula della “quadratura del cerchio” descritta nel papiro di Rindh. Dice lo scriba Amose che lo ha redatto nel 1650 a.C. circa:
“ Se vuoi conoscere la superficie di un cerchio, dividi il diametro in 9 parti, prendine 8 ed eleva al quadrato; il risultato che ottieni è quello che cerchi.”
Infatti, al tempo di Mosé e alla latitudine della città di Ramesse, l’allineamento alba-tramonto nei giorni dei solstizi stabiliva sul diametro della circonferenza indicante la data dell’Esodo due segmenti formati da 8 e da 9 unità.


Altezza dell’Arca AC = 15 cubiti. Angolo α alla latitudine di Ramesse = 28°,0724869
Raggio AO = 15/cos α = 17 cubiti;
OC = 17 x sen α = 8 cubiti;
BC = 17 – 8 = 9 cubiti
Superficie del quadrato = 8 x 8 = 64 cubiti
Superficie del cerchio = (9/2)2 x 3,16049 = 64 cubiti

 

 

 

Ricordando il significato dei simboli, si potrebbe dire:
“Come il quadrato si identifica con il cerchio, così Iddio fece l’Uomo a Sua immagine e somiglianza.”(Genesi: Sesto giorno della Creazione - 1/26)

In fine si spiega il motivo per cui nel tempio di Salomone l’Arca dell’Alleanza poteva essere contemplata solamente una volta all’anno. Disegniamo il prospetto laterale simmetrico alla circonferenza indicante la data dell’Esodo; in tal caso il sole che all’alba dell’equinozio di primavera sorgeva dal trono dell’Altissimo, esprime simbolicamente ciò che il Signore disse a Mosè sul Monte Sinai (Es. 25/21):

“Tra i due cherubini d’oro che stanno sull’Arca della Testimonianza Io mi incontrerò con te, e ti darò gli ordini che tu dovrai comunicare ai Figli d’ Israele”