Il simbolo della vita eterna

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Nell’Antico Egitto il simbolo della Vita era rappresentato da un amuleto chiamato Ankh, formato da un cappio allungato verso il basso soprapposto al centro di una croce priva del vertice. Per oltre tremila anni il simbolo è onnipresente sulle pareti dei templi e nelle decorazioni funerarie.

Per gli Egiziani la morte non coincideva con la fine della vita, bensì con l’inizio di una nuova esistenza simile a quella terrena, in un mondo sconosciuto indicato dal tramonto del dio Sole. Nelle tombe del Nuovo Regno gli dei pongono l’Ankh sotto il naso del faraone che, attraverso il respiro, acquisisce la vita eterna.

Anche se è stato accertato il significato del simbolo, l’oggetto raffigurato non è ancora identificato. Alcuni lo assimilano ad una cintura annodata oppure alle strin-ghe di un calzare, altri ad un nodo che imprigiona il mistero della Vita.

Ritengo che tali interpretazioni sono il frutto della fantasia degli autori che le propo-ngono poiché, per quanto mi risulta, le origini del simbolo sono di ben altra natura. Infatti, se l’Ankh aveva il potere di trasformare il sovrano in un dio incarnato nelle sembianze umane, allora si può pensare che la strana forma che lo caratterizza derivi dalla metamorfosi più volte rintracciata nelle Piramidi della IV dinastia. Infatti, come indicato dalla figura seguente, la costruzione con riga e compasso della quadratura del cerchio è stabilita dell’angolo β = 27°,575 la cui ampiezza definisce la forma del cappio.

- Tracciamo il cerchio di raggio ON = 1.
- Segmento NF = 1 x cos β = 0, 8864;
- NN’ = 2 x NF = 2 x 0,8864 =1,7728 
- Superficie del quadrato di lato NN’ = 1,77282 = 3,1428...
- Superficie del cerchio di raggio unitario: = 3,1428...

 

 

 

 

 

TEBE, PORTICO DEL TEMPIO DI HATSHEPSUT: 1497 – 1457 A.C,.

L’angolo β = 27°,575 definisce per tangenti la forma del cappio.
La superficie del cerchio di raggio ON, individuato dal braccio verticale della croce, equivale a quella del quadrato lato MM. La superficie del quadrato centrale, equivale a quella del cerchio di diametro DD = 2 x cos β. Detto cerchio è tangente a quello che definisce la sommità interna del cappio.

 

TEMPIO DI LUXOR, XVIII DINASTIA: 1325 A.C. CIRCA.

L’angolo β = 27°,575 definisce per tangenti la forma del cappio.
La superficie del cerchio di raggio ON, individuato dal braccio verticale della croce, equivale a quella del quadrato di lato MM = 2 x OE cos β, individuato dal vertice del cappio La superficie del cerchio centrale di diametro DD, individuato dal braccio minore della croce, equivale al quadrato di lato CC coincidente all’ampiezza del cappio. Come nel caso precedente il cerchio di diametro DD è tangente a quello che definisce la sommità estrema del cappio.

 

TOMBA DI NEFERTITI -VALLE DELLE REGINE XIX DINASTIA 1250 A.C

L’angolo β = 27°,575 definisce per tangenti l’ampiezza del cappio.
Come nei casi precedenti, la superficie del cerchio di raggio ON, individuato dal braccio verticale della croce, equivale a quella del quadrato di lato MM tangente al vertice V del Ankh.

La superficie del quadrato centrale di lato CC, individuato dal braccio sinistro della croce equivale a quella del cerchio di raggio OD, individuato dal braccio destro.

 

KOM OMBO: TEMPIO DI SOBEK, EPOCA TOLEMAICA.

Simbolo della Vita provvisto di braccia che trattengono due scettri, simboli del potere dei faraoni.

 

L’angolo β = 27°,575 definisce per tangenti l’ampiezza del cappio.
La superficie del cerchio di raggio OV equivale a quella del quadrato di lato MM individuato dai due scettri.
L’inclinazione dei due bracci convergono nei due punti individuati dall’ angolo β.